L’epoca delle tonnare

By DM 1 anno agoNo Comments
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Note già nell’antichità, le tonnare erano in origine forse delle semplici botteghe in cui i tonni pescati venivano depositati, lavorati e venduti. Con il tempo però, questi luoghi crescono d’importanza e iniziano a ingrandirsi e a strutturarsi sempre più come vere e proprie attività, luoghi operosi ed economicamente rilevanti.
E se dalla metà del periodo imperiale romano, non si hanno indicazioni sulla pratica delle tonnare, notizie certe si hanno invece a partire dal XII sec. quando il geografo arabo Al Idrisi compila la lista e la descrizione di sei zone siciliane in cui erano presenti fiorenti tonnare: Trabia, Caronia, Oliveri, Milazzo, Castellamare del Golfo e la zona di Trapani.
Dal Medioevo in poi le tonnare iniziano quindi a diffondersi su tutta la costa settentrionale della Sicilia. Ma è nell’Ottocento che le tonnare siciliane vivono la loro età dell’oro.
Verso la fine dell’Ottocento, i Florio – già importanti imprenditori in diversi settori, soprattutto quello vitivinicolo – impiantano una tonnara sull’isola di Favignana. Lo stabilimento accoglieva i tonni pescati dai tonnaroti trapanesi sotto la guida del “rais” (dalla parola araba per “capo”), con il secolare rituale della mattanza. Una volta portati all’interno della tonnara, i tonni venivano appesi nel “bosco” (un insieme di cime a cui agganciare i tonni per farli scolare), tagliati, privati delle uova, bolliti, messi in salamoia o immersi nell’olio di oliva e, infine, confezionati.
Tutte queste attività necessitavano di spazi adeguati, per questa ragione i Florio commissionano il progetto della tonnara di Favignana a uno degli architetti più importati dell’epoca, Giuseppe Damiani Almeyda, che realizza un vero gioiello di architettura industriale: un luogo non solo pensato per custodire le attrezzature, le ancore e le barche della mattanza, ma anche un moderno stabilimento industriale, simbolo di quella che diventò una delle più fiorenti industrie di lavorazione conserviere del tonno.
L’attività svolta nel 1882 dalla tonnara, a testimonianza della sua importanza, registra la cattura di oltre diecimila tonni per la lavorazione dei quali vennero impiegate fino a mille persone.
Ma dai primi decenni del XX secolo e per tutti i decenni successivi, una serie di cause concomitanti, quali il susseguirsi di due guerre mondiali, l’impiego sempre più diffuso e massiccio di strumentazioni elettroniche, diminuzione della popolazione ittica, tecniche di pesca industriali ecc… hanno portato a un costante declino delle tonnare. Molte infatti sono state abbandonate, e nei primi anni Ottanta ad esempio nella provincia di Trapani ne erano rimaste attive solo tre (tra cui quella di Favignana).

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  Il Mare in tavola
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